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Redazione | 18 agosto 2015 | no comments

Un viaggio un po’ diverso dal solito attraverso la sua fabbricazione.

Abbiamo chiesto a chi giornalmente lavora alla produzione delle nostre birre, di prestarsi al nostro progetto: raccontare la nascita di un bicchiere di birra, attraverso le mani degli operatori, mani capaci e attente, per offrirvi sempre un prodotto impeccabile.

La base della birra è l’acqua: la Fabbrica di Pedavena può contare su due sorgenti dedicate; a essa si aggiunge il malto e, a seconda del grado di tostatura, si ottiene una birra più o meno ambrata. Con la bollitura del malto nell’acqua, si ottiene il mosto, a cui è aggiunto il luppolo, per conferirle la caratteristica nota amara e da lì, dopo una prima filtrazione che elimina i residui di malto – le trebbie – il mosto passa in sala lievito, dove avviene la trasformazione degli zuccheri in alcool; i controlli e le analisi sono fatte lungo tutta la filiera, per mantenere alta la qualità del prodotto in lavorazione.

La maggior parte del lievito è rimosso per decantazione, ma prima della maturazione, la birra viene sottoposta a una filtrazione più accurata, che rimuove le cellule di lievito residuo; quest’ultimo, una volta concluso il suo operato, è inviato alle aziende farmaceutiche e alimentari, che lo lavorano e lo trasformano in tavolette per uso estetico o cubetti per panificazione.

A Pedavena, si confezionano bottiglie in diversi formati, lattine, fusti standard e fusti in PET. Una volta confezionata, la birra passa in magazzino, da dove partirà per raggiungere il consumatore. Nell’ultima foto, vediamo il mastro birraio di Pedavena, Gianni Pasa, mentre spilla un bicchiere di birra Dolomiti.

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