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Mastro Birraio | 21 gennaio 2010 | no comments

Le trebbie

Durante la fabbricazione della birra, due risultano essere i prodotti derivanti dal processo,la trebbia del malto, risultante dal processo di ammostamento del malto ed il lievito responsabile della fermentazione degli zuccheri del mosto.

Essendo ambedue i prodotti ancora ricchi di sostanze edibili trovano largo impiego nell’alimentazione del bestiame di allevamento e, per il lievito, anche nell’industria chimica da cui viene ricavata la vitamina B.

Sono chiamate trebbie i resti del malto cioè tutto quello che non è andato in soluzione durante il processo di ammortamento, principalmente la scorza del chicco di malto la quale contiene cellulosa, proteine, pochi zuccheri e pochissimo amido, sono inoltre contenuti circa 8 gr di calcio e 4 gr di fosforo per kg di trebbia fresca, la fibra grezza costituisce il 18% del totale.

Il tino

Le trebbie fresche o insilate sono molto appetibili ai ruminanti, quelle fresche però, avendo un elevato contenuto di acqua sono facilmente deteriorabili; il loro periodo di conservazione è ridotto a 2-3 gg.

La digestione delle proteine nel rumine avviene lentamente ed in maniera incompleta per cui è consigliabile nella dieta del bestiame, somministrare le trebbie in combinazione a prodotti a base di mais.

Il mosto

La richiesta di questo sottoprodotto da parte degli allevatori è abbastanza sostenuta in quanto, si tratta di un prodotto privo di qualsiasi additivo e OGM free.

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